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“Sagra del Pellegrino al sobborgo
della “Ganga”
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Una parte di Faenza che non esiste più rivivrà
per merito del Rione Rosso che si appresta a ricordare il vecchio sobborgo
della Ganga e il Beato Nevolone, personaggio faentino, ciabattino che ha vissuto
la sua vita nella Ganga, assunto agli onori degli Altari per la sua dedizione
ai poveri e bisognosi. Faenza ritroverà una parte scomparsa di se stessa
e ricorderà la figura del Santo che tanta devozione ebbe nel medioevo
e rinascimento, tanto che il suo corpo da subito dopo la morte avvenuta nel
1280 fu traslato in cattedrale dove si trova tutt’ora.
Il Rione Rosso organo capo fila del comitato “Sagra del Pellegrino al
sobborgo della “Ganga”, composto dal Rione Rosso, Associazione
Culturale del Beato Nevolone, Museo Internazionale delle Ceramiche, Quartiere
Centro Nord e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e Provincia di
Ravenna propone alla S.V. il programma del nuovo evento che si pensa di concretizzare.
Al fine di incoraggiare e promuovere una positiva e proficua sinergia delle
forze che operano sul territorio del nostro Comune, Rione Rosso propone la
“Sagra del Pellegrino al “Sobborgo della Ganga”. Tale evento,
ispirato alla figura del Beato Nevolone, figura principe dell’iconografia
medioevale faentina, che visse ed operò peculiarmente nel territorio
del Rione Rosso, offre importanti ed originali spunti per offrire alla città
un’occasione interessante sia sotto il profilo culturale che ricreativo.
Dalle ore 9.00 alle ore 19.00 |
Mostra mercato di lavori in cuoio (S.Nevolone è
infatti patrono dei calzolai e dei coramai); le bancarelle potranno
ospitare esclusivamente manufatti in cuoio (dai finimenti per cavalli,
alle scarpe artigiane ad oggetti d’uso comune), inoltre ci sarà
spazio per artigiani dediti alla costruzione di armi bianche inerenti
all’epoca di riferimento (1200/1300), di tamburi tradizionali
in legno e pelle. Libri con riferimento alla vita del Santo ed ai pellegrinaggi
verso i più importanti santuari della cristianità. Una
bancarella sarà dedicata alla vendita di dolci appositamente
studiati e preparati per la ricorrenza, a ricordare il miracolo delle
ciliegie attribuito a S.Nevolone; inoltre bancarella con ceramiche rievocative
l’avvenimento preparate dal maestro Luciano Sangiorgi. Mostra iconografica su S. Nevolone composta da pannelli fotografici e opere in ceramica opera degli allievi dell’Istituto d’Arte per la ceramica “G:Ballardini”, da allestirsi all’interno dell’antico “Spedale di S.Nevolone”, nella via omonima e abitazione/bottega del calzolaio Nevolone. |
Dalle ore 9.00 |
Nell’antico “Ospedale di S.Nevolone”
– via S.Nevolone: Mostra iconografica sulla vita del Santo |
Ore 10.00 |
Corteo storico in costume del Rione Rosso con omaggio
alla Madonna delle Grazie in S.Domenico e in Cattedrale |
Ore 11.15 |
Sala conferenze del Museo Internazionale delle Ceramiche CONFERENZE: “Nevolone dal sobborgo della “Ganga” al cammino di Santiago” – relatore Prof. Caucci Von Saucken, rettore della Confraternita di S.Giacomo di Compostella e Presidente del Centro Italiano di studi compostelliani; “S.Nevolone nell’Iconografia” – a cura del Prof. Pietro Lenzini, a seguire presentazione del libro: “Una vida, un camino” tradotta dalla Xunta de Galicia. Esposizione di opere in ceramica al Museo Internazionale delle Ceramiche sul tema del pellegrino. |
Ore 13.15 |
Al ristorante Zingarò, Via Campidori –
pranzo rievocativo aperto a tutti con menù medioevale su prenotazione |
Ore 17 |
P.za Rampi – “La bellezza e la bravura
del Rione” – tributo alle dame e cavalieri del Rione Rosso |
Ore 21 |
P.za Rampi – Esibizione di gruppi rock |
La Sagra che si propone a divenire punto di riferimento per
una delle manifestazioni più rilevanti a Faenza e in particolar modo
per la zona del Rione Rosso e Quartiere Centro Nord, nel periodo primaverile,
si svilupperà in una parte del vecchio quartiere della Ganga e più
precisamente, per quanto riguarda il mercato, sulla Via Campidori, a partire
dalla sede del Rione Rosso verso il Museo delle Ceramiche.
Nella stessa giornata si celebrerà la Festa del Rione Rosso che come
ogni anno vedrà la comparsa in costume del rione sfilare per le vie
del rione per rendere l’omaggio del Rione alla Madonna delle Grazie,
prima alla chiesa di S. Domenico e poi in Cattedrale. Qui con la rappresentanza
in costume, i nostri cavalieri riceveranno la solenne benedizione quale buon
auspicio per l’imminente stagione di gare.
Al ritorno in sede esibizione degli sbandieratori in p.za Rampi e pranzo sociale
al ristorante “Zingarò”, visto l’inagibilità
dei locali del Baiocco.
A settentrione della vecchia cinta muraria di Faenza, tra
la Porta Imolese e la Porta del Conte, c’era un luogo detto “Ganga”.
E’ ricordata una prima volta dal Tolosano, a proposito di una incursione
di soldati di Cunio avvenuta nel 1126, e poi da una carta capitolare del 1160.
Nel 1231 viene chiamato Sobborgo Ganga e fu chiuso entro le mura dai Manfredi
nel secolo XV. Donde deriva il nome Ganga? Il Lanzoni, agiografo e storico
faentino di altissimo valore, parte dall’ipotesi di un’origine
longobarda del nome “warengang = forestiero”, lo straniero (in
lingua latina l’advena o il peregrinus venuto ad albergare nel nostro
paese ed ivi dimorante).
Dunque, secondo il Lanzoni, il sobborgo avrebbe preso un tal nome dai Warengang,
ossia dagli advenae o peregrini medioevali, che vi si raccoglievano ad abitare
fuori le mura, probabilmente sotto la protezione dei pubblici poteri, al fine
di non essere molestati dai faentini maneschi di quel tempo. E nessuno si
meravigli che i feroci e rozzi medioevali angariassero si fatta gente. La
plebe di quei tempi era persuasa che ognuno, per non soffrire danni o guai,
dovesse stare nel suo paese, e non andare a zonzo. Ennio Golfieri, nel suo
“faventia”, del 1977, specifica che, detta località, trovasi
ricordata nel 1134 come luogo di residenza di un Azolo della Ganga.
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Il sobborgo occupava gran parte del territorio
del Rione Rosso ed in particolare la zona compresa fra le carceri, a
ridosso della chiesa di S.Domenico, fino al convento di S. Maglorio,
parte dell’attuale Museo delle Ceramiche, fino al vicolo di S.Giovanni. Con l’avvento della ferrovia e la necessità di dotare la nostra città di accessi consoni alle mode e alle necessità dei tempi moderni che incombevano, il Consiglio Comunale, il 26 agosto 1887, decise di dotare Faenza di un piano regolatore della città e di un piano di ampliamento (S. Saviotti “I Sobborghi di Faenza”). Per dar luogo all’ampio ed elegante viale d’accesso alla nuova stazione fu necessario sventrare l’antico sobborgo della Ganga che si portò nelle sue macerie la quasi totalità dell’antica via del Filatoio (ora C.so Baccarini) e della Ganga (ora V.le Baccarini), rimanendo solo una parte delle vecchie case con il loro andamento topografico nell’attuale Contro V.le Baccarini. Era il 1895, il progresso aveva richiesto l’abbattimento dell’antico opificio dedito alla tessitura risalente al ‘600, così come l’antica chiesetta di S.Antonio Abate della Ganga al cui angolo si ergeva l’unico lampione a olio che per tanti anni fu il solo punto luce di tutto il sobborgo e il mulino della Ganga che vi sorgeva, quasi di fronte, sul canale che ancora scorre sotto le strade che giornalmente percorriamo. Gli spazi creati dai vari abbattimenti accolsero nel 1908 l’Esposizione Internazionale Torricelliana, inaugurata dal Re d’Italia, ma soprattutto da li a poco vi sorsero siti che per lo sviluppo dell’arte e della cultura faentina nel mondo furono fondamentali: l’ebanisteria Casalini, il Museo Internazionale delle Ceramiche e l’Istituto d’Arte per la Ceramica (palazzo Strozzi). |
Nato a Faenza nel 1200 da famiglia onorata, sin da giovane,
in coincidenza con l'arrivo nella nostra città dei Frati Francescani
che s'insediarono nell'attuale zona di San Francesco, Nevolone si convertì
e divenne “fratello della penitenza” di ispirazione francescana
e, nonostante le immancabili lacune, la sua vita trova sostegno, nelle motivazioni
religiose di chi si ispira al movimento di San Francesco d'Assisi. Dopo la
morte della moglie, abbracciò una vita dì preghiera e di povertà
distribuendo i suoi beni ai poveri ed iniziando a vivere dell'umile mestiere
di calzolaio (la locale corporazione dei calzolai e dei coramai lo eleggerà
poi suo protettore, quella stessa che come committente provvederà poi
alla decorazione della sua cappella nella Cattedrale).
Si dedicò generosamente ai pellegrinaggi e vero fratello dei suoi concittadini
li aiutava con il consiglio, l'opera di pace e con l'assistenza assidua ai
poveri ed ammalati. Gravemente infermo, si ritirò in preghiera come
eremita. Si prestò gratuitamente per anni all'umile mansione di portinaio
nel Monastero delle Suore Camaldolesi sito nell'antico sobborgo della Ganga.
Alla sua morte, il 27 luglio 1280, il popolo tutto e le autorità religiose
e civili, ne portarono il corpo nella vecchia Cattedrale di San Pietro, suo
luogo di orazione e ne iniziavano il culto, quasi fosse un santo, a voce di
popolo, per la fama dei miracoli a lui attribuiti. Tale culto fu approvato
da Papa Pio VII nel 1817.
Nell'attuale millennio, nonostante l'evolversi del progresso
tecnologico e scientifico, l'uomo sente venire meno le proprie certezze; sempre
più spesso è alla ricerca di una spiritualità che lo
indirizzi verso proposte umane e religiose più autentiche.
La vita vissuta del Nevolone di preghiera, di rinuncia, di sacrificio e di
generosità rimane per ognuno di noi, un pressante invito ad andare
alle radici del cristianesimo attraverso continue scelte evangeliche.
Ripercorrere la strada del Beato Nevolone significa essere
attenti alle problematiche dei più deboli e bisognosi, sostenendo quelle
attività che gli enti pubblici e privati cercano di promuovere.
Nevolone, che si è prodigato per tutta la vita nell'assistenza ai più
derelitti e ai più emarginati, è da considerarsi a buon diritto
il precursore e il sostenitore di quelle iniziative volte al rispetto e al
ripristino della dignità d'ogni singolo uomo con un'attualità
sempre più emergente.
Per questi meriti d'importanza universale a lui riconosciuti la figura di
questo nostro Beato concittadino è stata segnalata al Consiglio d'Europa.
I pellegrinaggi del Nevolone verso il Santuario di Compostela sono così
interpretati come un "cammino" sempre attuale che tutti sono invitati
a ripercorrere, un cammino che con nostra grande soddisfazione, è stato
proclamato dal Consiglio d'Europa "primo itinerario culturale europeo"
e dall'Unesco, Santiago di Compostela, è stato scelto come "patrimonio
dell'umanità".
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La traccia per la puntualizzazione storica della
figura dì S.Nevolone, pellegrino e penitente faentino nel Medioevo,
e' stata scritta da Francesco Lanzoni sulla base di fonti sicure, una
delle quali, il Cantinelli, ha il pregio di essere coeva del Santo.
Il culto assai vivo nell'antichità fino alla morte accaduta nel
1280, fiorì intorno alla sua tomba in cattedrale, ed e' vivo
ancor oggi presso le reliquie sempre in cattedrale nella cappella dei
Santi Filippo e Lorenzo, dove furono deposte nel 1765. L'immagine di
S.Nevolone si presenta in due tipi: icononico-statuario e storico descrittivo.
[..] Due altre statue sono legate al luogo dove S.Nevolone trascorse
penitente gli anni estremi della sua vita, presso la cella di fra' Lorenzo,
accanto al vecchio monastero di S. Maglorio nel borgo della Ganga. Dalla
cappellina gia' nell'oro della Comunità proviene la statua ora
conservata nel nuovo monastero di via Ospitalacci. Il santo é
in veste di pellegrino, con cappa, bordone e sandali. Anche l'altra
statua dì scagliola in nicchia nella chiesa del vecchio monastero,
ora Casa del Clero, informata alla stessa iconografia, ed e' opera delle
stesso plasticatore. Questa ancora e' l'iconografia della più
modesta, come qualità, statuetta esposta nell'asilo delle suore
dell'istituto Righi, nel luogo dove era l'antico ospedale intitolato
alla Madonna della Misericordia e S.Nevolone, che conserva tuttora la
struttura morfologica della struttura del territorio. La statua dell'asilo
Righi, unica fra tutte e' rivestita del saio francescano avendo culto
in una comunità francescana e ritenendo alcuni che il santo fosse
terziario dì S. Francesco. [..] Nell'Ottocento si afferma la
maniera illustrativa dell'iconografia di S. Nevolone. (da I quaderni
della cattedrale di Faenza, n. 8 - 27 luglio 1980, Antonio Savioli). |
EVENTI - Domenica il Rione Rosso promuove la prima sagra del Pellegrino
Conto alla rovescia per la prima edizione della "Sagra
del Pellegrino", manifestazione chje si terrà domenica 7 maggio
in ricordo del vecchio sobborgo della Ganga e del Beato Nevolone. Le strade
del Rione Rosso ospiteranno mostre, mercati e conferenze che faranno rivivere
le antiche tradizioni e la figura del Santo, ciabattino faentino e diventato
patrono dei calzolai manfredi e reso celebre per la sua dedizione ai poveri
e ai bisognosi. Si racconta che abbia percorso in pellegrinaggio la strada
da Faenza a Santiago di Compostela ben 12 volte. La Ganga, dove viveva e operava,
era l'antico quartiere situato proprio nelle zone del Rione Rosso dove venivano
accolti i visitatori; venne sventrato nell'800 con la creazione del viale
della Stazione e di corso Baccarini.
Dalle 9 alle 19 del 7 maggio via Campidori farà da teatro ad una mostra
mercato di prodotti artigianali in cuoio e accessori per l'equitazione. Dalle
9, nell'antico "Ospedale di S.Nevolone" in vicolo S.Nevolone sarà
possibile visitare una mostra iconografica sulla vita del santo. Alle 10 un
corteo storico in costume del Rione Rosso farà omaggio alla Madonna
delle Grazie in S.Domenico e in Cattedrale. Si continuerà, alle 11.15,
nella sala convegni del Museo Internazionale delle Ceramiche, con due conferenze
legate al pellegrinaggio: "Nevolone dal sobborgo della Ganga al cammino
di Santiago", a cura del professor Caucci Von Saucken, rettore della
Confraternita di S.Giacomo di Compostela e presidente del Centro Italiano
di studi compostelliani, e "S.Nevolone nell'iconografia"
a cura del professor Pietro Lenzini.A seguire sarà presentato il libro
"Una vida, un camino". Alle 13, il ristorante Zingarò
rievocherà l'atmosfera e i sapori di un tempo con un pranzo medioevale.
Alle 17 in piazza Rampi saranno premiate le dame e i cavalieri del Rione;
si concluderà alle 21 con un'esibizione dei gruppi rock.
"Questa manifestazione - ha spiegato Giordano Fabbri Gonnesi, caporione
del Rosso - vuole valorizzare il territorio facendo rivivere le antiche tradizioni.
Dovrà ripetersi nei prossimi anni e diventare un punto di riferimento
culturale". All'incontro di presentazione c'erano, oltre allo 2stato
maggiore2 del Rione Rosso, il segretario di Confartigianato Tiziano Samorè
e la professoressa Francesca Pozzi e Marisa Pierri, fra le organizzatrici
dell'evento.
v.m. Il Resto del Carlino - Giovedì 4 maggio 2006 (pag. XV)
Faenza. Sta per debuttare la Sagra del Pellegrino al sobborgo
della Ganga, nuova manifestazione cittadina organizzata dal Rione Rosso per
la giornata di domenica 7 maggio. Protagonista della rievocazione sarà
il Beato Nevolone, ciabattino medievale che ha vissuto la sua vita nella Ganga
(antico nome della zona di via Campidori), assunto agli onori degli Altari
per la sua dedizione ai poveri e ai bisognosi. Faenza ricorderà così
la figura di un Santo che ebbe tanta devozione nel Medioevo e le cui spoglie,
fin da subito dopo la morte nel 1280, sono conservate nella Cattedrale. San
Nevolone è inoltre il patrono dei calzolai, per questo via Campidori
nella domenica di festa, ospiterà dalle 9 alle 19 la mostra-mercato
di lavori artigianali in cuoio e accessori per l’equitazione, mentre
nell’antico “Spedale di San Nevolone” in via San Nevolone
sarà possibile visitare la mostra iconografica sulla vita del Santo.
Durante la mattinata il corteo storico del rione, che partirà alle
10.30 il saluto alle autorità ecclesiastiche in cattedrale, sarà
arricchito dalla presenza di alcuni Cavalieri di Malta e da una rappresentanza
nazionale dei pellegrini della Confraternita di S. Jacopo di Compostela della
città di Perugina, nei loro costumi storici. Il pranzo medioevale al
ristorante Zingarò è frutto accurato di uno studio legato ai
prodotti ad al servizio dell’epoca. Per prenotazioni rivolgersi a Zingarò
(0546/21560) o alla sede del circolo Rione Rosso (0546/680808), il prezzo
è di 15 euro per gli adulti e di 12 euro per i minori di 12 anni. Nel
frattempo si svolgerà la mostra mercato di lavori artigianali in cuoio
e accessori per l’equitazione: numerose aziende specializzate nel settore
hanno garantito la loro presenza e non mancheranno “situazioni”
legate al periodo storico e al tema del pellegrino. Vi saranno stand con i
“dodici di S. Nevolone” creati per l’occorrenza, con il
“pane del pellegrino” realizzato sul posto e con erbe e tisane
rigeneratrici. Inoltre gruppi storici esporranno corazze, costumi, bandiere
ed armi con diversi eventi lungo tutto l’arco della sagra. Non può
mancare la ceramica: il ceramista faentino Luciano Sangiorgi ha realizzato
cinquanta esemplari numerati della “Fiaschetta del Pellegrino”
che saranno venduti nel corso della giornata. E poi spazio alla storia: alle
11.15 nella sala conferenze del Mic ospiterà vari incontri: “Nevolone
dal sobborgo della ‘Ganga’ al cammino di Santiago” a cura
di Caucci Von Saucken, rettore della Confraternita di San Giacomo di Compostela
e “San Nevolone nell’Iconografia” a cura di Pietro Lendini.
Oltre al Rione Roso partecipano all’organizzazione dell’evento
anche l’associazione culturale del Beato Nevolone, il Museo Internazionale
delle Ceramiche e il quartiere Centro Nord, con il patrocinio della Regione
Emilia Romagna e Provincia di Ravenna.
SETTE SERE - Settimanale (Anno XI N.18 del 6 MAGGIO 2006)
FAENZA: Successo della sagra del Pellegrino
E’ stata, quella di ieri, un’altra domenica piena di eventi, per
la città di Faenza. E grande ne è stato il successo di pubblico.
Cominciamo dalla Sagra del pellegrino nel sobborgo della ganga, ovvero in
via Campidori, piazza Rampi e dintorni, organizzata dal rione Rosso. Grande
l’afflusso d pubblico alla mostra mercato dei lavori artigianali per
l’equitazione e agli spettacoli in piazza Rampi.
Il Resto del Carlino (Cronaca FAENZA-LUGO, pag.25) - Lunedì 8 Maggio 2006
Sgherri al soldo del papato. Milizie sempre allertate ed allenate al combattimento. In auge e bramanti quando di loro la città aveva bisogno. Temuti e “sconfessati” nei momenti di pace, quando si “percepiva” la loro temerarietà e la poca “governabilità”. In un contesto umano di questo genere le Nobil Dame Rionali dovevano avere carattere e forza d’animo fuori dal comune e le famiglie d’appartenenza: Rogati, Pasi, Accarisi, Ubaldini o Laderchi che fossero, dovevano proteggerle “non solo dagli sguardi” della “truppa Rosso vestita”. In epoca dove la donna di pelle chiara era mitizzata all’eccesso il nostro era l’unico Rione con donne bellissime di carnagione scura… Si diceva fossero figlie di schiave creole o importate dall’Oriente che i Nobili avevano concupito per evitare quella decadenza fisica causata dalla troppa consanguineità d’uso nell’epoca. Ecco perché nel Palio moderno “la Dama del Rosso” è stata presentata sì bionda, in varie edizioni, ma anche rossa e molte volte mora.. Ho l’onore di presentarvi alcune di loro…
Marziani Graziana 1959 – 1960
Balassi Bruna 1961 - 1962
Bettoli Maria Grazia 1963
Scarpa Anna Maria 1964
Vitali Verdiana 1965
Ricci Loredana 1966
Penazi Nives 1967
Cavina Germana 1968
Bajico Valeria 1969
Domenicani Mary 1970 – 1971
Neri Paola 1972
Tassinari Tiziana 1973
Rombi Mirna 1974
Rava Valeria 1975
Cani Carla 1976
Pezzi Antonella 1977 1983
Stefani Chiara 1978
Tredozi Daniela 1979
Fabbri Giuliana 1980
Servadei Silvia 1981
Ragionieri Fiammetta 1982
Urtoller Daniela 1984
Ceccarelli Barbara 1985
Morelli Silvia 1986 – 1987
Giacinti Roberta 1988- 1988 (Palio straordinario)
Benericetti Moira 1989
Mamini Marilena 1990 – 1990 (Palio straordinario)
Westenius Suzane 1991
Marescotti Maria Elena 1992
Barboncini Federica 1993
Alberi Roberta 1994
Ottavini Rafaela 1995 (Palio Giovani)
Pausini Annalisa 1996 (Palio Giovani)
Mamini Monia 1995 – 1996
Vallelunga Silvia 1997 (Bigorda)
Intelglia Sonia 1997 – 1998 – 1999
Ugozzoni Susanna 1998 (Bigorda)
Casadio Michela 1999 (Bigorda) – 2003 – 2004 – 2005
Zaccherini Sara 2000 (Bigorda)
Marchesi Milena 2000 – 2001 – 2002
Capriotti Anne 2001 (Bigorda)
Mainetti Azzurra 2002 (Bigorda) – 2003 (Bigorda) – 2004 (Bigorda)
Tampieri Valentina 2005 (Bigorda)
Ecco le Dame che si sono presentate per ritirare la pergamena e una rosa rossa...
Il primo nessuno se lo ricorda, veniva da Bologna e fu Rosso
dopo un sorteggio che non fece storia.
Poi fu Messer Walter (al secolo Padovani, in seguito nostro primo grande Caporione)
a difendere i nostri colori. Nel 1962 arrivò lui, il grande Messer
Franco. Quel Gian Franco Ricci purtroppo scomparso nel 1998… e per dieci
anni non ci fu storia. Nel 1973 debuttò Messer Mario Giacomoni e le
vittorie continuarono esaltanti dentro e fuori dalle mura cittadine. Toccò
poi a Messer Gianni (Vignoli) e a Messer Claudio (Bandini)… Anche loro
grandi Cavalieri, ma che non ebbero la fortuna dei predecessori. Nel 1995
cominciò l’avventura di Messer Willer, il figlio di Mario, l’attuale
campione del Niballo. Vincitore di ben otto edizioni negli ultimi dieci anni…
Quando Faenza decise per una seconda edizione della Giostra e definì
regole restrittive… secondo noi per motivare altri Rioni che “il
Drappo non lo vedevano mai”… i Rossi si adeguarono e parteciparono
alla “Giostra minore” con seconde linee di valore come Messer
Marcello (Bellini) e Messer Fabio (Galli)… fino a quando un altro vero
campione non scaldò di nuovo i colori del Popolo Rosso. Questi rispondeva
al nome di Messer Matteo. Matteo Renzi oggi nostro Capitano… Attualmente
questo importante ruolo è coperto da Messer Valentino Medori che si
sta allenando per la sua seconda apparizione sulla pista. Presentiamo oggi
alcuni di loro…
Francesco Legnani 1959
Walter Padovani 1960 – 1961
Gian Franco Ricci 1962 – 1963 – 1964 – 1965 – 1966
– 1967 – 1968 – 1969 – 1970 – 1971 – 1972
Mario Giacomoni 1973 – 1974 – 1975 – 1976 – 1977 –
1978 – 1979 – 1980 – 1981 – 1982 – 1983 –
1984 – 1985 – 1986 – 1987 – 1988 - 1992
Gianni Vignoli 1988 (Palio straordinario) – 1989 – 1990
Claudio Bandini 1991 – 1991 – 1993 - 1994
Willer Giacomoni 1990 (Palio straordinario) – 1995 – 1996 –
1997 – 1998 – 1999 – 2000 – 2001 – 2002 –
2003 – 2004 - 2005
Marcello Bellini 1995 (Palio Giovani)
Matteo Renzi 1996 (Palio Giovani) -1997 (Bigorda) – 1999 – 2000
– 2001 – 2002 – 2003 – 2004
Fabio Galli 1998 (Bigorda)
Valentino Medori 2005 (Bigorda)
Consegnate una passionale rosa e una pergamena ricordo, quale segno di gratitudine
Invitate le "Madonne" che hanno sfilato negli ultimi 50 anni
al Palio.
Allo storico appuntamento sono arrivate in tredici.
Un bel parterre di signore e signorine, anzi di "Madonne".
Sono le dame storiche del Rione Rosso convocate domenica sera per ricevere
un gentile omaggio in piazza Rampi: uno degli eventi clou della Sagra del
Pellegrino nel sobborgo della Ganga.
Una passionale rosa rossa e una pergamena ricordo, quale segno di gratitudine,
se li sono davvero meritati. Una sorpresa che forse neanche si aspettavano:
è stato come tornare in auge, applauditissime e apprezzate, per quelle
loro apparizioni nelle passeggiate storiche del Palio del Niballo o della
Bigorda, avvenute in alcuno casi, tenti anni fa. Ha fatto bene in Caporione
Giordano Gonnesi a volerle chiamare: d'altronde sono loro che incarnano la
grazie, la bellezza e la leggiadria delle donne rionali. Molte hanno portato
fortuna al cavalier giostrante per la conquista dell'antico drappo. Tutte,
nelle edizioni passate, sono state sotto gli sguardi languidi e i complimenti
dei fanetini, mentre con sguardo fiero e portamento regale avanzavano a cavallo
lungo corso Mazzini fino allo stadio, teatro della tenzone.
Se si fossero presentate a ranghi completi sarebbero state una trentina, dagli
anni 50 ai giorni nostri, ma alla fine hanno accolto l'invito solo in tredici:
Anna Scarpa (Palio 1964), Loredana Ricci (Palio 1966), Nives Penazzi (Palio
1967), Silvia Bajorko (Palio 1969), Tiziana Tassinari (Palio 1973), Daniela
Tredozi (Palio 1979), Silvia Servadei (Palio 1981), Roberta Giacinti (Palio
1988), Maria Elena Marescotti (Palio 1992), Federica Barboncini (Palio 1993),
Annalisa Pausini (Palio 1996), Azzurra Mainetti (Bigorda 2004), Michela Casadio
(Bigorda 1999, Palio 2005). "Siamo ugualmente soddisfatti delle adesioni
e le ringraziamo tutte sentitamente, afferma Gonnesi. Non è stato facile
radunarle, alcune non abitano neanche a Faenza". Tra le assenti anche
le due "dame rosse" poi approdate alle finali di Miss Italia a Salsomaggiore,
Monia Mamini e Milena Marchesi. Alla sfilata delle dame è seguita quella
dei cavalieri: dal pluridecorato Mario Giacomoni al figlio Willer passando
attraverso Claudio Bandini ("Il Leone, per lui ha ritirato il premio
Mario Giacomoni), Matteo Renzi fino all'ultimo rampollo di scuderia, Valentino
Medori che nel 2005 ha corso la Bigorda. Applausi e commozione quando è
stato citato Franco Ricci, prematuramente scomparso, grande cavaliere del
rione ed esperto maestro d'insegnamenti equestri per le nuove generazioni.
Insomma un frangente degno della sagra, organizzata dal rione di porta Imolese
e conclusasi con un buon successo di pubblico. Tanti coloro che hanno curiosato
tra le bancarelle allestite di artigiani della pelle (sellai e calzolai) che
hanno esposto i loro lavori, ricordando così il mestiere del Beato
Nevolone che proprio nel sobborgo della Ganga fu ciabattino. Folto il gruppo
di rionali che hanno reso omaggio alla Madonna delle Grazie, in San Domenico
ed in Cattedrale, ricevendone in cambio la benedizione per le attività
agonistiche 2006. Interessato il pubblico intervenuto alla conferenza sul
Beato Nevolone e i significati del pellegrinaggio al Museo delle Ceramiche,
accolto dalla direttrice Jadranka Bentini e dai relatori Caucci Von Sauken
e Pietro Lenzini. Oltre cento i partecipanti al pranzo medioevale allo Zingarò,
proprio di fronte alla sede del Rione Rosso.
Francesco Donati.
Tanti faentini alla prima sagra del pellegrino, omaggio al Beato Nevolone
Premiate le dame del Rione Rosso nei costumi tipici
Tanti faentini hanno apprezzato la prima edizione della "Sagra
del pellegrino al sobborgo della Ganga" curiosando fra le bancarelle
allestite dagli artigiani che esponevano i loro lavori di cuoio e pellame
tra via Campidori e piazza Rampi, organizzata dal Rione Rosso. Nonostante
le tante iniziative di domenica scorsa l'omaggio al Beato Nevolone, il protettore
dei calzolai vissuto a fine Duecento, è stato baciato da una bella
giornata di sole.
Un folto gruppo di rionali ha seguito la comparsa rionale a rendere omaggio
all'effige della Madonna delle Grazie nella chiesa di San Domenico e nella
Cattedrale dove ha ricevuto la benedizione per le attività agonistiche
di quest'anno.
Interessato il pubblico intervenuto alla conferenza stampa al Museo delle
Ceramiche accolto dalla "padrona di casa", la direttrice Jadranka
Bentini, e dal qualificato gruppo di conferenzieri guidati dal professor Caucci
Von Sauken e da Pietro Lenzini che hanno parlato di San Nevolone e del significato
del pellegrinaggio.
Il pranzo sociale del Rione, al ristorante Zingarò, ha richiamato 110
persone: la manifestazione era infatti organizzata nel giorno della festa
del Rione Rosso.
Nel pomeriggio si è tenuta la premiazione delle dame che hanno indossato
il costume del rione di via Campidori. Tredici le dame che si sono presentate,
accolte dagli applausi dei presenti alla cerimonia.
La giornata si è conclusa con un concerto rock di tre band, alcuni
componenti dei quali sono rionali rossi.
ECCO A VOI ALCUNE IMMAGINI DELLA SAGRA DEL PELLEGRINO 2006
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