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Stemma in campo rosso, braccio
destro cheriovestito, teso al naturale, armato di stocco con punta in
alto. Comprende il territorio racchiuso tra il lato nord della via Ravegnana,
corso Garibaldi, corso Mazzini, via Oberdan, via Emilia Ponente.
Il Colore Rosso assimilabile al fuoco e al sangue, simboleggia il principio della vita: la forza, la potenza, lo splendore, l'amore impulsivo e generoso, la giovinezza e la ricchezza. Il significato di questo simbolismo è quanto mai complesso proprio perché ad esso si trova correlato, nell'arcana legge dell'analogia, il principio stesso della vita: quasi tutti i popoli lo considerano il primo dei colori, la cui valenza è legata all'amore, al comune e segreto scorrere della vita. L'effetto psicologico, provocato dal rosso è caldo, dinamico; a livello fisiologico si ha un effetto penetrante, caldo, stimolante della mente, mentre sul piano fisico esso è il colore che attira maggiormente l'attenzione. |
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La sede del
Rione si trova nella via Campidori al civico n. 28, in quello che rimane
del vecchio convento delle suore Clarisse. Trasformato poi in caserma
militare ed andato quasi completamente distrutto durante l'ultimo conflitto
mondiale. Rimaneggiato al termine della guerra, rimane come punto di forza
una vecchia torre, ora in fase di restauro e un'impareggiabile sotteraneo,
denominato "Baiocco", dal nome di una antica moneta locale,
adibito ora a sale polivalenti atte ad ospitare mostre e convegni. ll
"Baiocco" è stato ricavato dalle cantine che già
nel 1379 erano parte integrante delle fondamenta dell'antico monastero
di S.Chiara. |
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In quell'anno infatti le
Clarisse vi si trasferirono per essere più vicine alla città,
anche se fuori dalle mura medioevali dell'epoca. L'impianto planimetrico
è ancora quello originale ed ha conservato intatti i soffitti in
muratura a vista con volte a botte e a crociera. Il complesso fu largamente
rinnovato fra il 1705 e il 1742 su progetto dell'architetto Carlo Cesare
Scaletta. In un arco è ancora visibile una iscrizione "autografa"
del capo Mastro che eseguì la prima intonacatura a seguito di rinnovamenti;
vi si legge: "1715 Agosto 11 - Termina questo lavoriero da Mastro
Lorenzo Paschieri Capo Mastro Moratore da Faenza". Nel 1797 con l'occupazione
francese ebbe inizio un'era dolorosa per tutte le comunità religiose
faentine. Nel 1810 l'abolizione dell'Educandato e poi la soppressione.
Nel 1862 il vasto fabbricato delle Clarisse fu requisito definitivamente
per farne un ospedale oftalmico militare. La struttura fu in seguito adibita
a caserma militare dal 1872 al 1943. |
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Oggi, l'insieme di edifici
che dalle fondamenta arriva ad occupare una più vasta aggregazione
di corpi edilizi, (molti dei quali demoliti per eventi bellici), è
in parte sede del Rione Rosso, ed in parte sede degli uffici Comunali
dell'Anagrafe. |
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